Quando papà mi sgridava, dentro di me pensavo: “questo non è il mio papà, è solo una controfigura, una stolta controfigura, indubbiamente cattiva.
Quando mamma mi sgridava, dentro di me pensavo: “questa non è la mia mamma, è solo una squallida e perfida controfigura, indubbiamente cattiva.
Col passare degli anni ho preso ad associare una controfigura dai connotati negativi per tutti i miei conoscenti ed interlocutori.
Ho cercato di spiegarlo al commissario che il morto adagiato sul pavimento non era quello del direttore di banca ma solamente una sua misera quanto stupida controfigura, indubbiamente cattiva.
Composizione pastorale in dialetto comasco. Ormai caduta in disuso data la massiccia introduzione della carta da culo, comunemente detta: carta igienica.
Non era un fiore
l’era un’urtiga
el s’è spungiü la riga
del büs del cü.
Traduzione:
Non era, come ipotizzato, un fiore.
Ma bensì un’ortica, pianta dalle foglie estremamente urticanti.
Ne conseguì un fastidioso e doloroso prurito localizzato nella striscia perianale.
Da qualche giorno, in tutti talk-show, vengono ospitati garruli transessuali loquaci e autocelebranti. Sono venerati e mitizzati da conduttori, conduttrici e ospiti, tutti pendenti dalle loro tumide labbra. Oltretutto, una corte di scaltri psicologi si affanna nel dare curiose motivazioni al caso: “chi va coi trans cerca l’affetto della mamma (tette) e del padre (fava)”.
Di questo passo le previsioni del tempo saranno condotte da transessuali: “nei prossimi giorni tette sparse in Valpadana, culi mossi in Adriatico, minchie agitate sulle isole, coglioni forza cinque sul litorale ionico”.
“Signora Elda Palmi, trentun anni, coniugata”. Questo era scritto sul suo abbonamento ferroviario.
La signora Elda Palmi, tutti i giorni feriali, percorreva la tratta ferroviaria tra Milano e Como. Lavorava presso un importante studio notarile della città lariana. Il fatto che fosse coniugata non rispondeva più a verità, era da un mese divorziata dopo burrascosa separazione.
Come d’abitudine, Elda Palmi, si accomodò nel solito vagone di prima classe che a quell’ora, le 9.00, era quasi sempre vuoto. E quel giorno, come di consuetudine, era vuoto.
Poco prima della partenza si materializzò nello scompartimento un impermeabile bianco sormontato da un cappello nero a larghe falde. Impermeabile e cappello raggiunsero il portapacchi lasciando il posto ad un gessato marrone. L’individuo racchiuso nel gessato marrone dimostrava quarant’anni: alto, bruno, il viso inespressivo sottolineava inquietanti occhi grigi. L’uomo si sedette proprio di fronte alla signora, che subito ebbe un brivido di paura lungo la schiena. La signora Palmi, riparata da scuri occhiali neri, si mise a scrutare il gessato marrone con crescente inquietudine mista ad ansia. L’inquietudine, di colpo aumentò come i battiti del suo cuore, quando notò un rigonfiamento sul lato sinistra della giacca. Non era un rigonfiamento dovuto alla presenza di un portafoglio, ma qualcosa di più grosso ed affusolato.
Elda ripercorse la sua vita come in un film alla ricerca di situazioni o fatti che giustificassero un killer a lei interressato. I suoi pensieri tornavano sempre al difficile divorzio da poco ottenuto ed alle onerose richieste che era riuscita a strappare all’ex marito. Sempre più terrorizzata pose fine alle sue elucubrazioni quando l’uomo del gessato, con ostentata lentezza, raggiunse con la mano l’interno della giacca per estrarre, di colpo, una banana di notevoli dimensioni.
- Mi scusi signora, ma quando viaggio ho bisogno di sali e vitamine, la banana ne contiene in grande quantità. Disturbo se ne mangio una? -