Eremo
30/06/2009
26/06/2009
LETAME
[…] Piero Scarabatti, contadino, verso sera, sull’orlo della concimaia, scarica strame da un carretto per mezzo di un forcone. Si ferma ad osservarlo don Anselmo, il prevosto, che fa la sua passeggiata. Osserva sorridendo e dice: «Ma bravo Piero, ci dai dentro eh? Che razza di muscoli che hai!». Piero si ferma, ride. «Ah si, non faccio per vantarmi! Ma lei non mi aveva mai visto, don Anselmo? Sono famoso, sa?». «Famoso per che cosa?» «Per questo che sto facendo adesso... Guardi, guardi, mezzo quintale ne tiro su con una forchettata sola... Guardi... come se fossero spaghetti... Op... op... là... Ha visto? Almeno sessanta chili di letame con un colpo... mica male eh... Ah lei non lo sapeva don Anselmo?... Non c’è mica nessuno, sa, nel giro di chilometri, non c’è mica nessuno, neanche dei vecchi, che ci sappia fare come me...»
(Dino Buzzati, Sessanta racconti)
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24/06/2009
RISULTATI ELETTORALI
Intervistatore: Signor Eremita, ci può commentare i recenti risultati elettorali?
Eremo: Paripunzo il un del percento merito demerito traspongo indarci appel tampax ricaricabile senzameno cardo appostulo la mariparda otto. Scatafandro ulpio esse ulle in batrica saprà.
Sotto sottobosco euforico mitocondrio non venticinque sesta setta batanga ventila e sventola.
(pathe)
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21/06/2009
AMUSER
È naturale che “le roi s’amuse”
Sacro diritto a tutti esteso
A patto non se ne faccia “abuse”
Pena restar con il culo indifeso.
E per finir questa sestina chiudo
Con l’impressione che il re sia nudo.
(pathe)
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19/06/2009
PROFILATTICO
C’è chi intende la scuola riformare
Distribuendo dei preservativi
Dimenticando che occorre insegnare
Sintassi regole e congiuntivi
E se ti aspetti dei giovani colti
Ti rimarranno soltanto dei coiti.
(pathe)
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15/06/2009
SGUARDI
[…] Allora mi guardarono chi in un modo chi nell’altro: con ira per la mia improntitudine, con schermo per la mia pazzia, con pietà per le mie illusioni.
(Dino Buzzati, Racconti)
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11/06/2009
IL BARONE
Il barone Oronzo Peluso Panzarasa (detto Zazà) decise di prendere dimora a Roma. La nativa Palermo cominciava a dargli uggia. Sistematosi nella nuova casa ai Parioli, chiese ed ottenne, dato il suo titolo nobiliare, di essere ammesso in uno dei circoli più esclusivi dell’Urbe. Si presentò e fu ricevuto dal presidente in persona il quale iniziò a introdurlo nel circolo.
-Ecco caro Barone, questa è la sala di lettura e qui a fianco la sala per i giochi di carte.-
Invitato ad una partita a bridge, il barone sentenziò altezzoso:
-Giocai a bridge nel 1948 ma ne rimasi talmente disgustato che non volli più giocare; ovviamente!-
Venne invitato a giocare a canasta, e il barone di rimando:
-Giocai a canasta nel 1945 ma ne rimasi talmente disgustato che non volli più giocare; ovviamente!-
Condotto nella sala del biliardo per una partita a carambola ribadì:
-Giocai a biliardo nel 1954, ma ne rimasi talmente disgustato che non volli più giocare; ovviamente!-
A quel punto il presidente lo accompagnò all’esterno del circolo per mostrargli i campi da tennis.
-Giocai a tennis nel 1939, ma ne rimasi talmente disgustato che non volli più giocare; ovviamente!-
Un valletto si avvicinò reggendo un vassoio d’argento su cui campeggiava un cordless:
-Signor Barone, sua figlia la desidera al telefono.-
Il presidente, prima di allontanarsi con discrezione, mormorò poco discretamente:
-Figlia unica; ovviamente!-
(pathe)
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07/06/2009
03/06/2009
DEDICATA A SARA (cats19)
SASS
Cà fa cunt i sass,
cunt i sass de la Lüra.
Cà vecc, di noss vecc.
Tirà innanz a l’è düra
e i cà van in malura.
Adess i tran bass
el mè cör el se scüra,
cör cum’è un sass
catà sü da la Lüra.
Case fatte coi sassi,
coi sassi del Lura.
Case vecchie, dei nostri vecchi.
Tirare avanti è dura
e le case vanno in malora.
Adesso le abbattono
E il mio cuore si rabbuia,
cuore come un sasso
preso dal Lura.
Lura: torrente che sorge nei pressi di Uggiate, Como (vicino al confine svizzero) e dopo aver percorso la bassa comasca si disperde nelle campagne di Rho.
In italiano ha genere maschile: “il Lura”, in dialetto ha genere femminile: “la Lüra”.
(pathe)
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30/05/2009
LA PROVINCIA
Sono nato in provincia, a vent’anni sono andato ad abitare in una grande città, poi ho girato il mondo e alla fine sono ritornato a lasàa i mè oss (a lasciare le mie ossa) nei luoghi in cui vidi la luce.
La provincia: tanto quieta e accidiosa quanto noiosa, tanto amata quanto odiata.
Indro Montanelli così magistralmente riassume:
La provincia! Piena di sogni di evasione, e spietata con chi cerca di realizzarli.
(pathe)
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